La provincia di Massa e Carrara è il luogo dove Toscana, Liguria e Emilia sono cucite insieme. Come quelle coppie di stelle legate in un sistema binario dalla reciproca attrazione, così le città di Massa e Carrara vivono da sempre in simbiosi nel medesimo territorio. Diversissime e complementari, danno vita all’unica provincia della Toscana che ha di fatto due città capoluogo, e che ha in questo il punto di partenza di un lungo elenco di caratteristiche tutte nel segno del dualismo.
Al tempo degli etruschi è l’unica provincia dell’odierna Toscana che vede primeggiare un’altra etnia sui nostri cari antenati. Si tratta dei Liguri, un antichissimo popolo molto combattivo che da un lato intratteneva regolari commerci con l’Etruria, e dall’altro attaccava periodicamente tutti gli insediamenti etruschi a nord dell’Arno. Fin dagli albori della civiltà quest’area è stata punto nevralgico per gli scambi tra il nord e il sud del nostro paese e per questo abitata e contesa tra diverse popolazioni. Qui sono state ritrovate molte statue stele (o statue menhir) riconducibili alla cosiddetta cultura megalitica, alcune delle quali databili ad epoche precedenti al 3000 Avanti Cristo. A questi straordinari reperti è dedicato il Museo delle Statue Stele Lunigianesi di Pontremoli che è una vera chicca per gli appassionati.Per questa ragione, nella Toscana che vi vogliamo raccontare, Massa e Carrara rappresentano la preistoria.
Durante il medio evo questa provincia attraversa alterne vicende che lo vedono entrare nell’orbita di vari stati dell’epoca rimanendo però sempre abbastanza “lontana” dall’influenza fiorentina. Da questo punto di vista Massa e Carrara ricordano Lucca, ed infatti anche qui per molto tempo, dal quindicesimo al diciannovesimo secolo, ci fu uno stato indipendente conosciuto prima come Principato e poi come Ducato di Massa guidato dalla famiglia Malaspina.
Se osservando la sua parabola politica questa provincia ci ricorda Lucca, dal punto di vista del rapporto col territorio ci riporta invece a Grosseto. Così come Grosseto è indissolubilmente legata alla storia della Maremma, così Massa e Carrara non si possono comprendere senza parlare delle Alpi Apuane. Queste imponenti formazioni preappenniniche non sono sempre state solo un tesoro paesaggistico, ma anche il pilastro portante dell’economia locale fondata per secoli sullo sfruttamento delle cave di marmo. A questo rapporto con la montagna, sempre in omaggio al dualismo del quale abbiamo parlato, si aggiunge il connubio strettissimo col mare, bellezza contro bellezza, in pochissimi chilometri dalla spiaggia ai monti della Lunigiana.
Sebbene l’attività di estrazione del marmo sia oggi messa in discussione da una maturata coscienza ecologista, non si può negare come dato di fatto che tutto quanto ruota attorno ad essa abbia nella pratica caratterizzato questo territorio in tutti i suoi aspetti. Basti pensare al fatto che il marmo di Carrara, già apprezzato dagli antichi romani, si trova nei quattro angoli del globo: dalle opere di Michelangelo a cominciare dal David, all’Altare della Patria a Roma, fino ad arrivare a parti della Casa Bianca a Washington e della Statua della Libertà a New York. Per questa ragione, delle sette arti, Massa e Carrara rappresentano in Toscana la Scultura.
Oggi queste due città cercano nuove vocazioni da aggiungere a quelle che già hanno. Sarà sicuramente il turismo (oggi ancora troppo legato alla sola visita delle cave di marmo) a dare le maggiori soddisfazioni, perché in questa provincia non manca veramente niente. Dal mare alla montagna, dalla storia alla gastronomia, in questo piccolo mondo a parte ci sono tutti gli ingredienti per raccontare di una Toscana inedita che fa blend con l’Emilia e la Liguria, una Toscana che non è solamente la Santissima Trinità di Firenze, Pisa e Siena.
Quindi se ora volete passare dalle parole ai fatti e organizzare un weekend al confine tra tre regioni leggetevi anche “3 cose da vedere a Massa (al primo appuntamento)” e “3 cose da vedere a Carrara (non solo marmo)”
Foto di digital341 da PIXABAY
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