Come tutti i territori toscani prossimi all’Appennino, anche quello pratese ha due anime: quella di pianura e quella montagna. Quella di pianura accoglie la città di Prato, tra la Piana di Pistoia e il Fiorentino, mentre quella di montagna corre su fino ad arrivare a Vaiano, Vernio e ai fitti boschi della Calvana, una formazione subappenninica per camminatori professionisti. Non vi fate fuorviare dai soliti luoghi comuni su Prato, questo territorio è il meno conosciuto a chi viene da fuori e per questo è quello che più può sorprendere. E’ connubio con la natura allo stato puro, credetemi. Per questo vi dico che in questa terra sette sono i nomi che vi dovete ricordare, come le sette divinità benevole dello Shintoismo: Prato, Cantagallo, Carmignano, Poggio a Caiano, Montemurlo, Vaiano e Vernio.

PRATO: quella che è stata la capitale del tessile per secoli non ha certo bisogno di presentazioni, e ne ho parlato nel post dedicato dal titolo “3 cose da vedere a Prato”. Se volete viverla nel suo giorno di maggior pathos, visitatela l’otto settembre in occasione dell’ostensione della Sacra Cintola. Dal pulpito esterno del Duomo, questo simbolo della città viene mostrato dal vescovo al termine di un bellissimo corteo storico che colora le vie del centro.

CANTAGALLO: Insieme a Vernio e Vaiano rappresenta l’anima montana di questo territorio. Tanti monti, tanto verde e tante occasioni per stare all’aria aperta. Siamo al confine con la Montagna Pistoiese e “di là” c’è Sambuca (quindi anche tanti posti dove il cellulare non prende). Se siete avventurosi prendete la rotta del Parco Avventura Boscotondo.

CARMIGNANO: scusate se ribatto sempre sul solito tasto ma qui si viene per bere. A Carmignano viene prodotto l’omonimo vino DOCG e non solo quello. Qua tutto profuma di vino, anche la splendida villa medicea che non vi potete perdere, quella che chiamano “la villa dei cento camini” in località Artimino.

POGGIO A CAIANO: se avete ancora voglia di stare all’aria aperta nel territorio di questo comune trovate le Cascine di Tavola dove, oltre al parco pubblico, trovate un delizioso Golf Club (Le Pavoniere) dove però, un minimo di tono ve lo dovete dare. Io personalmente visito invece un’altra villa medicea che dir favolosa è poco. Si tratta appunto della Villa Medicea di Poggio a Caiano, con una storia molto ma molto particolare che non potrete dimenticare.

MONTEMURLO: se amate passeggiare e volete fortissimamente il bello, sappiate che da Montemurlo, prendendo il sentiero 70 del CAI si arriva all’antica rocca. La maestosa Rocca di Montemurlo però è privata e la potrete ammirare solo da fuori salvo rarissime occasioni pubbliche o salvo appuntamento con la proprietà. Fatelo in una giornata di cielo azzurro, vale la pena.

VAIANO: dal territorio di questo comune, come da quello di Cantagallo, le occasioni per fare trekking sono innumerevoli ma please no scarpine da ginnastica: queste sono le nostre montagne e vi dovete avvicinare da professionisti. Altrimenti, meglio una tranquilla visita a Villa Vaj al Mulinaccio.

VERNIO: Se pensate che la Toscana sia terra solo di vino, olio e formaggi vi sbagliate di grosso. Quanti birrifici e quanta energia nei mastri birrai toscani. A tale proposito non perdetevi vicino a Vernio il Birrificio Artigianale Rhyton: pura passione.

E ora tre consigli per cose…

DA MANGIARE SUL POSTO: trovate un’osteria ancora capace di servire i sedani ripieni alla pratese, è un pezzo di storia della città da mangiare.

DA BERE SUL POSTO: qui si torna al mio classico, il vino rosso, e per l’esattezza il Carmignano rosso.

DA PORTARE VIA: di certo avrete già fatto incetta dei biscotti più conosciuti della Toscana, i cantucci di Prato. Fate un passo in più ed entrate in una gastronomia alla ricerca della tipica mortadella di Prato. Non ve ne pentirete.

Infine, non c’è altro modo di chiudere un posto sul Pratese se non utilizzare le parole del più pratese dei pratesi, Curzio Malaparte, l’autore di “Maledetti Toscani”, il più bel libro si sempre sui toscani e sulla toscanità.

„Io son di Prato, m’accontento d’esser di Prato, e se non fossi nato pratese vorrei non esser venuto al mondo, tanto compiango coloro che, aprendo gli occhi alla luce, non si vedono intorno le pallide, spregiose, canzonatorie facce pratesi……E questo dico non perché son pratese, e voglia lisciar la bazza ai miei pratesi, ma perché penso che il solo difetto dei toscani sia quello di non esser tutti pratesi.“

Foto di silviarita da Pixabay