C’era una volta un vulcano, l’Amiata. Oggi questo vulcano è spento ma la gente che ci vive attorno non lo è affatto.Tra la Maremma e la Val d’Orcia un gigante silenzioso caratterizza un territorio speciale, dove l’olio, il vino e le castagne non mancano mai, e dalle alture del quale si spazia a perdita d’occhio sui migliori paesaggi della Toscana. Tanta luce e tanta aria, non siete qui per i monumenti, siete qui per lo spettacolo della natura (e per l’aria). Non a caso sono otto le località che vi dovete ricordare, otto come il numero atomico dell’ossigeno: Seggiano, Castel del Piano, Arcidosso, Roccalbegna, Santa Fiora, Castell’Azzara, Piancastagnaio, Abbadia San Salvatore.
SEGGIANO: tranquillo sulla sua collina se ne sta Seggiano. Non arriva nemmeno a mille abitanti che, probabilmente, in questo dolce salotto del grossetano si conoscono tutti tra loro. Se capitate in questa contrada non mancate di visitare il Giardino di Daniel Spoerri, un parco di 16 ettari con installazioni artistiche dell’artista omonimo.
CASTEL DEL PIANO: posto sulle colline a ovest del massiccio del Monte Amiata, Castel del Piano è piacevolissimo e il suo centro vi darà soddisfazione se vorrete passeggiare. Se però volete proprio fare attività all’aperto, qui vicino trovate l’Indian Park Amiata. Con vari percorsi, tunnel, pareti da arrampicate e ponte tibetano, questo parco avventura vi aiuterà a mantenere la linea messa in pericolo dagli ottimi prodotti dell”enogastronomia locale.
ARCIDOSSO: questo territorio è un luogo dello spirito più che qualcosa di strettamente geografico. Qui potrete visitare la Torre Giurisdavidica e conoscere la storia di Davide Lazzeretti, anche conosciuto come il Cristo dell’Amiata. Fu lui nella seconda metà dell’ottocento a fondare la Chiesa Giurisdavidica, perché noi toscani siamo fatti così, se una mattina ci alziamo storti siam buoni a fondarci una religione per i fatti nostri.
ROCCALBEGNA: Toscana che vai castello che trovi. Molto vicino a Roccalbegna potrete visitare l’antico castello di Triana perché, come già detto, in ogni parte della nostra regione c’è una località con una bel forte da proporvi. Qui abbiamo anche di più, sulla rupe che sovrasta la città trovate la Rocca Aldobrandesca di Roccalbegna, e se ancora non siete soddisfatti c’è anche il Cassero Senese di Roccalbegna, il fortilizio minore che insieme alla Rocca difendeva la città. Davvero niente male per un paese con poco più di 900 abitanti.
SANTA FIORA: ho avuto già modo di parlare di Santa Fiora per via di un evento di primavera davvero interessante. Se però venite in qualsiasi altro periodo non ve ne pentirete, borgo incantevole ricco di storia e con un posto per il selfie che è una meraviglia: la Peschiera. Se però volete qualcosa di diverso dalla solita passeggiata romantica oppure dalla solita passeggiata storica, allora fate un salto al Museo delle Miniere di Mercurio. Sei sale espositive vi aspettano per raccontarvi la storia della attività mineraria in quest’area a cavallo tra ottocento e novecento. Se la Maremma è il selvaggio west della Toscana, sull’Amiata oltre ai cowboy c’erano anche i minatori.
CASTELL’AZZARA: se amate la natura e l’hiking è la vostra seconda pelle questo è il posto che fa per voi. Nel territorio di questo bel borgo si trova infatti la Riserva Naturale del Monte Penna, tanto verde, sorgenti e molte grotte nelle quali però non vi consiglio di avventurarvi da soli. Contattate guide locali che organizzano spettacolari escursioni e non ve ne pentirete.
PIANCASTAGNAIO: questo è il luogo per la passeggiata culturale. Non potete lasciare un territorio senza aver fatto una passeggiata atta a catturarne gli aromi. Piancastagnaio non è solo la imponente Rocca Aldobrandesca, segnatevi anche di vedere la Chiesa di San Francesco, la Pieve di Santa Maria Assunta e il Santuario della Madonna di San Pietro.
ABBADIA SAN SALVATORE: località turistica affermata, Abbadia San Salvatore garantisce soggiorni incantevoli nel cuore di un borgo di rara bellezza. E’ nota agli appassionati di sci perché nel suo territorio ci sono gli impianti che consentono di praticare questo sport sull’Amiata. Tutti questi lustrini e paillettes però non vi devono distrarre. Il nome parla chiara, ad Abbadia San Salvatore si viene per visitare l’Abbazia di San Salvatore e il suo museo di arte sacra (altrimenti siete degli insensibili). Vi dico una cosa sola: qui per più o meno mille anni è stato conservato il Codex Amiatinus, la più antica copia manoscritta integralmente conservata della Bibbia nella versione in latino: un pezzo di rilevanza internazionale.
Infine, se vi trovate nello splendido territorio dell’Amiata, tre consigli su cose…
DA MANGIARE SUL POSTO: trovatevi un ristorante che serva il bastardone di Antea, il mitico fagiolo gigante il cui nome è tutto un programma.
DA BERE SUL POSTO: in questa terra bevete responsabilmente buon vino ma che sia Montecucco Rosso Doc
DA PORTARE VIA: in quest’area acquistate e portate a casa il locale formaggio pecorino dop, non ve ne pentirete
Foto di alessandro perini da Pixabay
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