Parlando di Valdinievole siamo arrivati a Montecatini Terme. E da Montecatini a Montecarlo, dall’acqua al vino, è una ispirazione immediata, intuitiva, un itinerario che qualsiasi reception d’hotel vi consiglierebbe. Certo, Montecatini Terme è da sempre la base privilegiata dalla quale partire alla scoperta di Pistoia, Lucca e Firenze. Ma non è solo questo. Già famosissima nella belle epoque, per la qualità delle sue acque, oggi Montecatini è la città a misura d’uomo in mezzo alle città d’arte affollate dai turisti, il cuore verde dal quale partire per visitare tutta la Toscana settentrionale. Il suo grande parco, centrale, perfetto, e la rocca di Montecatini Alto raggiungibile con la più romantica funicolare d’Italia, basterebbero da soli a far scegliere questa realtà come punto di partenza per scoprire la Toscana. Per chi è un po’ avanti con l’età, e viene magari da metropoli come Roma o Milano, questa città è una autentica boccata di ossigeno. Per chi invece è ancora giovane, la location perfetta per un weekend romantico, o addirittura per il primo appuntamento con una persona speciale. Lasciatevi servire. Prendere la funicolare dopo cena per salire a Montecatini Alto, bere qualcosa insieme nella piazzetta e poi passeggiare dove si vede il panorama che Giuseppe Verdi definì “il più bello che abbia mai visto”. Insomma, in quel senso Montecatini Alto non sbaglia mai un colpo. Quindi ragazzi e ragazze, se andate col vostro lui o la vostra lei a Montecatini Alto e non scatta la scintilla sarà ufficiale che non c’è trippa per gatti. O peggio, che non siete adatti e dovete prendere la strada del monachesimo.
TuscanDogma lo sapete, tratta della Toscana e dei suoi primati. Per questo motivo non possiamo non cogliere questa occasione per ricordare che Montecatini Terme non è una semplice città termale ma LA città termale. Qui è nato infatti Ugolino da Montecatini, autore nel quattrocento del più antico trattato europeo di idrologia medica. Simbolo della città è lo stabilimento termale del Tettuccio, eretto nel settecento e rinnovato nel 1925 con la creazione dei colonnati in travertino. Da Montecatini prendendo la statale 435 si arriva in venti minuti circa a Pescia, una cittadina caratterizzata da una suggestiva passeggiata lungo il fiume, La Pescia, che attraversa l’abitato. Se siete in zona la prima domenica di settembre potrete assistere al Palio della città, dove i Rioni si affrontano nel tiro con l’arco dopo aver sfilato in costume per la città.
Quello che però rende Pescia conosciuta oltre i proprio confini, è l’avere nel territorio del proprio comune il paese di Collodi. Questo piccolo borgo, che ospita tra l’altro la bellissima Villa Garzoni col suo giardino barocco, è legato all’autore Carlo Lorenzini, alla cui madre diede i natali, e che per questo fu scelto per lo pseudonimo dello scrittore: Carlo Collodi. In un certo senso è qui che ha origine la favola di Pinocchio, una delle storie per l’infanzia più tradotte nel mondo, ed ecco perché qua si trova un parco tematico dedicato al burattino più famoso della letteratura, ottima meta per le famiglie con bambini piccoli.
Da Collodi in circa dieci minuti si raggiunge Montecarlo di Lucca, la zona di produzione vinicola più importante di questo angolo di Toscana. Se avete seguito il mio consiglio su Pescia e siete in zona nella prima settimana di settembre, potrete assistere alla tradizionale Festa del Vino. In ogni caso, in qualsiasi periodo dell’anno, moltissime sono le iniziative promosse in questo borgo e ancora di più le cantine da visitare. Senza nulla togliere alle altre, vi nomino giusto le più conosciute per non farvi arrivare digiuni della materia. Si comincia con la Fattoria il Poggio, la più frequentata dagli stranieri, e si arriva fino nel comune di Altopascio nell’azienda vitivinicola Tenute di Badia. Qui, oltre al classico bianco di Montecarlo, si producono anche grappe e vin santo, ed è stato stilato un programma di graduale riduzione dell’impatto ambientale che arriva fino al 2030. In mezzo ci sono due aziende storiche, che non hanno a che fare l’una con l’altra, ma si chiamano entrambi Carmignani. La prima, la fattoria Enzo Carmignani, pare sia la più antica dell’area, e sul proprio sito ricorda con orgoglio di occuparsi del proprio vino dal 1386. L’altra, quella del mitico “Fuso” Carmignani, una pietra miliare della cultura enologica locale che produce molti vini di livello tra i quali si ricorda sempre purtroppo solo quello dal nome più appariscente: il merlot della Topa Nera. Chissà quale altra passione avrà ispirato il Carmignani nella scelta del nome. Non vi resta che andare a Montecarlo di Lucca e informarvi di persona.
Foto TUSCANDOGMA
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